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Molestie su una 13enne, la procura ricorre contro la scarcerazione. Anm: 'Attacchi scomposti'

Roccella: 'Le leggi a tutela delle donne ci sono, ma vanno applicate' (ANSA)

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  • Molestie su una 13enne, la procura ricorre contro la scarcerazione. Anm: 'Attacchi scomposti.

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o la scarcerazione - RIPRODUZIONE RISERVATA.

La procura di Torino impugnerà al tribunale del Riesame il provvedimento con il quale il Gip ha disposto l'obbligo di firma, senza neppure convalidare il fermo, del 42enne che era stato arrestato dalla polizia per una molestia su una tredicenne che era entrata nel suo negozio.

Lo si è appreso in ambienti giudiziari. Il gip aveva riconosciuto l'esistenza dei gravi indizi di colpevolezza ma non aveva convalidato il fermo per la mancanza del pericolo di fuga.

Quanto alle esigenze cautelari, a parere del giudice potevano essere garantite dalla misura restrittiva dell'obbligo di firma.

Pedofilo infame, in mano al popolo". È la scritta fatta con vernice spray verde comparsa sulle serrande abbassate del minimarket di Torino dove sabato 28 agosto si sarebbero consumate due violenze sessuali.

La chiusura del negozio non è però conseguenza di un provvedimento della polizia. Da alcuni giorni sono in corso accertamenti tecnici e amministrativi sulla gestione dell'attività.

Durante i controlli sono emerse alcune irregolarità, tra queste il mancato pagamento delle bollette dell'energia elettrica, con il distacco della corrente e lo spegnimento dei frigoriferi.

Le serrande sono state quindi abbassate. Gli accertamenti della polizia proseguono. Dall'esito dei controlli, a quanto si apprende, verrà deciso se adottare un provvedimento di chiusura, misura che al momento non è stata disposta.

Di fronte alla violenza sentiamo sempre dire che ognuno deve fare la propria parte, che le leggi non bastano, che c'è bisogno di consapevolezza. Siamo totalmente d'accordo.

Perché le leggi devono essere applicate e la consapevolezza deve tradursi in valutazione del rischio. Quando di mezzo ci sono minori, come nel caso della piccola tredicenne di Torino un sistema fondato sulle garanzie è chiamato a tutelare anche e soprattutto la parte più debole, e cioè la bambina vittima.

L'invio degli ispettori da parte del ministro Nordio è dunque una risposta a una evidente esigenza di verifica". Così in una nota la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella.

Stiamo lavorando molto - spiega Roccella - per potenziare la formazione degli operatori in tema di violenza sulle donne, a cominciare dalla magistratura, perché la formazione non è solo elemento per la repressione ma anche e soprattutto uno strumento di tempestività e prevenzione.

Le leggi - conclude - ci sono e in questa legislatura è stato fatto un grande lavoro sulla sicurezza, in particolare a tutela delle donne. Ma devono essere tradotte, da coloro che sono chiamati ad applicarle, in valutazioni e decisioni efficaci.

Un magistrato, il sostituto procuratore di Torino, davanti a un'odiosa violenza sessuale, ovvero il palpeggiamento di una ragazzina di 13 anni, ha chiesto il carcere per un uomo accusato di aver commesso il fatto.

Un altro magistrato, il giudice per le indagini preliminari, ha disposto invece un'altra misura cautelare, ovvero l'obbligo di firma. Un provvedimento che ovviamente si può criticare, ma soprattutto si può contestare secondo quanto previsto dalle stesse regole procedurali, ricorrendo al tribunale del Riesame ed eventualmente in Cassazione.

Non è una decisione definitiva. Non è neanche una sentenza, oltre a non essere né una condanna né un'assoluzione. Davanti a questo quadro sono stati diversi gli attacchi scomposti da parte di autorevoli esponenti del governo, che sono andati oltre la critica.

Ed è questo che stigmatizziamo con forza, così come riteniamo del tutto non ortodosso l'invio degli ispettori che non hanno il compito di valutare il merito dei singoli procedimenti.

Forte preoccupazione per l'uso improprio dell'indagine ispettiva, che non può e non deve condizionare l'attività giudiziaria, e consegue l'effetto di delegittimare la magistratura.

Lo esprime l'Anm del Piemonte in merito al caso della 13enne molestata a Torino. Mentre l'invio degli ispettori riguarda l'organizzazione degli uffici, "le decisioni dei giudici sono soggette ad impugnazione: è questo lo strumento che il sistema prevede per la verifica della correttezza dei provvedimenti.

Il ruolo della giurisdizione - si legge - non è coadiuvare il governo nella sua azione, bensì quello di applicare la legge senza inseguire consensi.

La Giunta piemontese dell'Anm del Piemonte "sottolinea l'importanza delle modalità con le quali una notizia di cronaca giudiziaria viene riportata, le quali richiederebbero talvolta, anche a costo di rendere la notizia meno appetibile al pubblico, un minor grado di semplificazione e una maggior aderenza agli atti del procedimento, in modo da consentire al lettore una più consapevole analisi degli eventi e della loro concreta gravità, anche al fine di evitare che i magistrati vengano sottoposti a gogna mediatica e a forme di minaccia.

E' quanto si legge nel comunicato diffuso in merito al caso della 13enne molestata a Torino.

L'ente del terzo settore 'La Caramella Buona', associazione nazionale anti-pedofilia, annuncia una manifestazione davanti al tribunale di Torino sul caso dell'uomo di 42 anni scarcerato dopo essere stato arrestato con l'accusa di avere costretto una 13enne a subire atti sessuali all'interno del minimarket in cui lavora.

Una decisione del genere non solo è inaccettabile ma rappresenta un messaggio devastante per tutte le vittime di violenza", commenta Roberto Mirabile, presidente dell'associazione La Caramella Buona.

Per questo motivo in settimana, come accaduto dopo la scarcerazione di un pedofilo reo confesso a Reggio-Emilia nel 2017, manifesteremo davanti al Tribunale di Torino tutto il nostro sdegno.

Non possiamo - prosegue - far passare il messaggio che basti dirsi pentiti e collaborare per tornare alla propria vita, nello stesso luogo in cui si è commesso un abuso, svolgendo un'attività a contatto col pubblico e con altre potenziali vittime.

Non dobbiamo dimenticare che quando vissuto da questa bambina resterà, indelebile. Un trauma che influenzerà la sua vita, una vita che non sarà più quella di prima a causa di un crimine orrendo che nessuna condanna potrà cancellare.

E' fissata per venerdì prossimo 4 settembre alle 18 davanti al tribunale di Torino la manifestazione. "Un corteo di auto - si legge in una nota - partirà da Reggio, Modena e Parma direzione Torino.

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