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- Si aggrava il bilancio dei morti in Nepal, sono 579. 'Oltre 1.900 dispersi, 517 sono stranieri.
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Italiana in Nepal, un boato immenso e una nube marrone verso noi - RIPRODUZIONE RISERVATA.
Sono oltre 2. 300 le persone che risultano ancora disperse dopo la devastante alluvione che ha colpito il distretto di Rasuwa, in Nepal. Proseguono intanto le operazioni di soccorso.
E' salito a 579 il numero delle persone morte nelle inondazioni in Nepal mentre quelle disperse sono adesso 1. 924, tra cui 517 cittadini stranieri: lo affermano le autorità del Paese himalayano, riprese dalla Cnn.
Sono 121 i turisti e viaggiatori salvati dopo le alluvioni dei fiumi Bhote Koshi e Trishuli, mentre altri 622 risultano ancora irreperibili. Lo riferisce il Ente nazionale del turismo nepalese nell'ultimo aggiornamento, diffuso alle 17.
30 ora locale, in coordinamento con la polizia e l'Autorità nazionale per la riduzione e gestione dei disastri. Lo riporta il Nepal news.
Almeno 69 scuole nei distretti del Nepal settentrionale colpiti dalle inondazioni sono state distrutte o gravemente danneggiate, mettendo a rischio il diritto all'istruzione di quasi 19.
000 bambini. Si tratta, riferisce Save the Children, di dati preliminari destinati con ogni probabilità ad aumentare man mano che le squadre di soccorso riusciranno a raggiungere nuove aree.
Gli operatori di Save the Children a Nuwakot riferiscono che molti bambini stanno cercando di recuperare quel poco che è rimasto delle loro cose o ritrovare ciò che hanno perso, compresi libri scolastici e uniformi.
Intanto, dopo due giorni trascorsi isolati nella loro scuola dopo le devastanti alluvioni, 9 bambini hanno finalmente potuto fare ritorno alle proprie famiglie mentre proseguono le operazioni di soccorso per raggiungere altri studenti ancora coinvolti nell'emergenza.
I bambini hanno raggiunto a piedi dalla scuola un punto di distribuzione degli aiuti dove Save the Children è presente con i propri operatori. Grazie al supporto dell'organizzazione, i 9 bambini hanno potuto ritrovare le loro famiglie."Ricongiungere i bambini alle loro famiglie dopo una catastrofe è una priorità assoluta e immediata", ha dichiarato Tara Chettry, Direttrice di Save the Children in Nepal.
Il Nepal ha fatto sapere di non avere al momento bisogno di assistenza straniera nelle operazioni di ricerca e soccorso dopo le devastanti alluvioni che hanno colpito diverse località del Paese, nonostante le offerte di aiuto arrivate da numerosi governi, riferisce il sito di Reuters.
Le nostre agenzie di sicurezza stanno svolgendo le operazioni di ricerca e soccorso. Per ora non abbiamo bisogno di questo tipo di aiuto", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri nepalese, Lok Bahadur Chhetri.
Tra i Paesi che hanno chiesto a Kathmandu di autorizzare l'invio di squadre di ricerca e soccorso figurano India, Cina, Stati Uniti, Regno Unito, Giappone, Corea del Sud, Sri Lanka e Bangladesh, secondo quanto riferito dal Kathmandu Post.
La Corea del Sud ha confermato che il Nepal ha indicato di non avere intenzione, al momento, di accettare squadre straniere. "La Corea del Sud continuerà a negoziare con il Nepal sulla questione", ha dichiarato il ministero degli Esteri di Seul.
Il Paese ha inoltre promesso 1 milione di dollari di aiuti umanitari attraverso organizzazioni internazionali. La situazione è particolarmente rilevante per Seul perché nove cittadini sudcoreani che lavoravano in una centrale idroelettrica risultano dispersi, mentre altri dieci sono rimasti bloccati, secondo il ministero degli Esteri sudcoreano.
La decisione di Kathmandu di non accettare squadre straniere è stata collegata da Dinesh Bhattarai, ex ambasciatore nepalese presso le Nazioni Unite a Ginevra, alla particolare sensibilità della zona di Rasuwa, confinante con il Tibet cinese.
Secondo Bhattarai, il governo potrebbe aver tenuto conto della posizione geografica dell'area nel decidere di non accettare squadre straniere. Il portavoce del ministero degli Esteri nepalese ha però respinto questa interpretazione, affermando che la decisione non è legata alla sensibilità della Cina sul Tibet, ma al fatto che le squadre di soccorso nepalesi stanno gestendo direttamente le operazioni.
In risposta alla devastante alluvione lampo in Nepal, l'Unione Europea ha stanziato 2 milioni di euro in aiuti umanitari per sostenere le comunità colpite. Questo finanziamento di emergenza contribuirà a soddisfare i bisogni immediati, tra cui cibo, assistenza sanitaria, acqua potabile e servizi igienico-sanitari.
I partner finanziati dall'Ue stanno già fornendo assistenza sul campo.
È arrivata a Kathmandu la task force dell'Unità di Crisi della Farnesina insieme al personale dell'Ambasciata d'Italia a New Delhi, inviati su indicazione del ministro degli Esteri Antonio Tajani per rafforzare la presenza diplomatica italiana sul posto e l'assistenza ai connazionali.
Il personale italiano è in loco anche per cercare di acquisire informazioni sullo stato dei tre connazionali che risultano tuttora dispersi. Lo rende noto la Farnesina.
Le squadre coordineranno il lavoro del Consolato Onorario d'Italia a Kathmandu e opereranno in raccordo con le autorità locali, proseguendo le attività di assistenza ai connazionali e le verifiche nelle aree interessate dalla frana al confine tra Nepal e regione tibetana (Cina).
Permane intanto il rischio di ulteriori inondazioni nelle aree al confine tra Nepal e Cina. Nel raccomandare la massima prudenza, la Farnesina invita i connazionali presenti o in viaggio nell'area a evitare le zone interessate, in particolare il valico di Gyirong (Contea di Gyirong), nella Prefettura di Shigatse, a mantenersi costantemente informati e ad attenersi scrupolosamente alle indicazioni delle autorità locali.
Si invitano inoltre i connazionali presenti nell'area a registrare la propria presenza sul portale 'Dove siamo nel mondo', a consultare il sito 'Viaggiare Sicuri' e a scaricare l'App Viaggiare Sicuri dell'Unità di Crisi per ricevere gli aggiornamenti e le comunicazioni relative alla situazione.
Sono stati ritrovati sani e salvi due cittadini portoghesi dati come dispersi nell'alluvione di mercoledì fra Nepal e Tibet. Lo fanno sapere fonti diplomatiche citate dall'agenzia di notizie Lusa.
Le stesse fonti, tuttavia, avvisano che ci sarebbero altri due portoghesi dispersi, il cui numero rimane dunque fisso a tre cittadini, un uomo e due donne, intorno ai quali proseguono le ricerche.
Ieri il ministro degli Esteri Paulo Rangel ha approfittato per fare un appello ai portoghesi affinché si registrino sempre nell'apposita app del ministero quando intraprendono un viaggio.
È molto importante che tutte le persone che si recano in luoghi potenzialmente pericolosi o poco conosciuti si registrino sull'app 'Viaggiatore' del Ministero degli Affari Esteri", ha affermato.
Il crollo del ghiacciaio all'origine del disastro tra Nepal e Tibet è un campanello dell'allarme sull'instabilità crescente delle zone d'alta quota dovuta al riscaldamento globale: è l'analisi pubblicata su Nature, una delle più importanti riviste scientifiche internazionali che raccogliendo le voci di vari esperti sottolinea come il cambiamento climatico possa innescare frane e alluvioni con più frequenza.
E' ancora difficile fare una stima precisa del numero di vittime e danni dovuta alla frana e l'alluvione lampo avvenuta lunga il sistema fluviale del Bhotekoshi, dove vivono decine di migliaia di persone e meta di turismo internazionale, e ci vorrà ancora del tempo - sottolinea l'artico di Nature - per stabilire in che misura il riscaldamento globale abbia influito su questo crollo glaciale.
Ma lo scioglimento dei ghiacciai e del permafrost, ossia il terreno e rocce perennemente ghiacciati, almeno fino ad ora, nell'Himalaya ha probabilmente contribuito all'evento", ha spiegato Göran Ekström, geofisico della Columbia University di New York."Il riscaldamento globale sta influenzando le regioni di alta quota in tutto il mondo - ha aggiunto Alton Byers, geografo di montagna dell'Università del Colorado a Boulder - e queste inondazioni catastrofiche stanno diventando più frequenti.
Dalle prime analisi emergerebbe sempre più quanto un evento di questo tipo sia stato un qualcosa di imprevedibile, sottolinea Nature: all'origine non sarebbe stato né un terremoto né il crollo di un lago glaciale, e neppure si sarebbero registrate precipitazioni intense.
Tutto sembrerebbe sia stato dovuto a una frana di ghiaccio avvenuta da un ghiacciaio che al momento non era né studiato né monitorato attentamente: "eventi come questi non si possono prevedere", ha detto Byers.
Un distacco probabilmente dovuto all'instabilità del permafrost, causata dallo scioglimento, su cui poggia il ghiacciaio.
I soccorritori in Tibet hanno raggiunto l'area principale devastata dalla violenta frana che ha colpito la regione, hanno riferito i media statali cinesi, mentre le ricerche di centinaia di dispersi proseguono in condizioni difficili.
Intorno alle 16. 30 (le 10 in Italia ndr) del 28 agosto, sei membri della prima squadra di intervento del Corpo dei vigili del fuoco e dei soccorsi del Tibet e 15 membri e un cane della prima squadra di intervento del Corpo dei vigili del fuoco e dei soccorsi del Sichuan sono arrivati nell'area di confine", riferisce Xinhua, spiegando che "sono le prime squadre professionali ad aver raggiunto il luogo centrale delle operazioni di soccorso.
È salito a 538 il numero delle vittime in Nepal a seguito dell'inondazione che ha colpito il Paese himalayano: lo afferma l'Autorità nazionale del Nepal per la riduzione del rischio e la gestione dei disastri (Ndrrma) citata dalla Bbc.
Secondo l'agenzia governativa Ndrrma, 977 persone risultano al momento disperse, tra cui 517 cittadini stranieri.
La Cina ha ripreso le operazioni di ricerca e soccorso dei dispersi a Gyirong, in Tibet, dopo la sospensione temporanea decisa per il rischio di una nuova alluvione provocata dal possibile cedimento del lago di sbarramento.
Lo riferisce Xinhua. Secondo l'agenzia cinese, nell'area ci sono 681 soccorritori e 113 veicoli delle forze nazionali di soccorso antincendio: 415 uomini e 75 veicoli della squadra del Tibet, 155 uomini e 38 veicoli della squadra mobile del Sichuan e 111 membri della squadra cinese di ricerca e soccorso.
Altri 6. 612 equipaggiamenti e materiali di soccorso, appartenenti a 19 categorie, sono stati inoltre inviati verso la città di Gyirong. Le operazioni, spiega Xinhua, vengono condotte contemporaneamente via acqua, terra e aria.
Le squadre utilizzano gommoni per raggiungere le aree colpite lungo i corsi d'acqua, procedono a piedi attraverso le montagne e impiegano droni per la ricognizione e il trasporto di materiali.
Una squadra avanzata sta inoltre effettuando rilievi e monitoraggi dell'area più colpita e del lago formatosi a seguito dello sbarramento delle acque.
E' salito a 489 il numero delle vittime delle inondazioni che hanno colpito il Nepal: lo scrive la Bbc citando la polizia. Sempre secondo l'emittente britannica, l'esercito nepalese afferma di aver tratto in salvo 900 persone dalle zone più colpite dalla tragedia, tra cui 119 cittadini stranieri, 92 dei quali cittadini indiani.
Proseguono le operazioni di soccorso: secondo quanto riferito dal portavoce della polizia finora sono state tratte in salvo 1. 545 persone: 644 a Rasuwa, 898 a Nuwakot e tre a Dhading.
Tra i dispersi figurano 644 cittadini stranieri. Il gruppo più numeroso è quello degli indiani, con 178 persone non ancora rintracciate, seguito da 65 cittadini statunitensi, 53 ucraini, 51 malesi, 35 australiani, 33 britannici e 25 canadesi.
Il leader cinese Xi Jinping ha presieduto una riunione della leadership del Partito comunista cinese (Pcc) dedicata agli interventi di soccorso e assistenza dopo la devastante frana che ha colpito la contea di Gyirong, nella regione autonoma del Xizang, nel sud-ovest della Cina.
Lo riferisce Xinhua. All'inizio della riunione, Xi, segretario generale del Comitato centrale del Pcc, presidente cinese e presidente della Commissione militare centrale, e gli altri dirigenti presenti hanno osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime del disastro.
La frana ha colpito mercoledì il valico di frontiera di Gyirong.
E' salito a 475 il numero delle persone morte nell'inondazione che ha colpito mercoledì il distretto di Resuwa, in Nepal: lo riporta la Bbc citando la polizia del Paese himalayano.
L'esercito nepalese ha tratto in salvo 350 lavoratori e residenti rimasti intrappolati nel tunnel dell'Upper Trishuli Hydropower Project, nel distretto di Rasuwa, colpito dalla devastante piena del fiume Bhotekoshi.
Lo riferiscono Nepal News e Radio Nepal, precisando che le operazioni di soccorso proseguono per raggiungere oltre 100 persone ancora bloccate all'interno del tunnel.
Secondo Kantipur, le 350 persone erano rimaste intrappolate nel tunnel dopo la piena verificatasi mercoledì mattina. L'esercito ha riferito di aver messo complessivamente in salvo 883 lavoratori e residenti nelle aree colpite di Rasuwa nella sola giornata di giovedì.
L'operazione all'interno del tunnel è particolarmente complessa per le condizioni meteorologiche avverse e l'elevata portata del fiume, secondo Nepal News.
La Cina ha sospeso un'operazione di soccorso a causa dell'elevato rischio di nuove alluvioni in Tibet. Lo riferisce La Cctv spiegando che un lago formatosi a causa dell'enorme accumulo di detriti ha iniziato a tracimare verso l'area nella quale erano dirette le squadre di soccorso.
Per questo motivo, a tutte le squadre è stato ordinato di rimanere sul posto in attesa di ulteriori istruzioni", aggiungendo che le squadre di emergenza che erano riuscite già a raggiungere l'area "hanno ricevuto l'ordine di ritirarsi di un chilometro.
È salito a 469 il bilancio delle vittime delle devastanti inondazioni improvvise che hanno colpito mercoledì mattina il distretto di Rasuwa, in Nepal. Lo riferisce Nepal News, citando i dati diffusi dalla polizia nepalese.
Secondo la polizia, 12 corpi sono stati recuperati nel distretto di Rasuwa e 37 in quello di Nuwakot. Altri 33 sono stati ritrovati a Dhading, 44 a Gorkha e 178 a Chitwan.
Le autorità hanno inoltre recuperato 28 corpi nel distretto di Tanahun, 110 a Nawalparasi Bardaghat Purba e 27 a Nawalparasi Bardaghat Paschim. La polizia nepalese ha aggiunto che 28 suoi agenti risultano ancora dispersi dopo il disastro.
Sono stati trasferiti 555 turisti rimasti bloccati nella contea di Gyirong, in Tibet, dopo la frana di fango che ha colpito l'area al confine tra Cina e Nepal. Lo riferisce Xinhua, citando il quartier generale dei soccorsi per il disastro nella contea di Gyirong.
Secondo l'agenzia cinese, 499 persone colpite dalla frana sono state sistemate. Il numero comprende 180 persone del villaggio di Guoba, 40 del villaggio di Seqiong e 107 del villaggio di Labi, oltre a 55 residenti del villaggio di Laojiang, 88 del villaggio di Chongse e 29 lavoratori di una squadra di costruzione.
Per quanto riguarda i turisti, Xinhua riferisce che le autorità hanno organizzato il rientro delle persone che avevano in programma di recarsi a Gyirong e hanno invitato gli ospiti già presenti negli alberghi a lasciare la zona.
In coordinamento con i dipartimenti locali del turismo e della cultura, 555 turisti interessati dal disastro sono stati evacuati in base ai loro itinerari.
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