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- Ora solare per una società in perenne jet lag, i consigli utili e i falsi amici da bannare.
A IA toma a pesquisa web e aproxima o risco 'zero clique'. Temas quentes.
Avremo un’ora in più per dormire, ma difficilmente ci sentiremo più riposati. È il paradosso del ritorno all’ora solare: nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre le lancette torneranno indietro e avremo teoricamente più tempo per stare a letto.
Mas se chegarmos a esse momento depois de semanas ou meses de descanso insuficiente, uma hora a mais não pode apagar a fadiga acumulada. O problema, de fato, não é a mudança de horário, mas tudo o que acontece nas noites que a antecedem.
Sveglie che suonano quando il corpo non è ancora pronto, giornate piene di impegni, ore trascorse al chiuso, smartphone consultati fino a pochi minuti prima di coricarsi e tentativi di recuperare nel weekend: il sonno finisce spesso per diventare la prima voce sacrificata quando la giornata non basta.
E così rischiamo di vivere in una sorta di perenne jet lag, fuori sincrono rispetto al nostro orologio biologico anche senza attraversare alcun fuso orario.«Siamo sempre più vittime del sonno ritardato.
Dormire meno del necessario, purtroppo, è diventata la norma per molte persone», spiega Vincenzo Tullo, neurologo esperto di medicina del sonno di Doctolib. QUANDO L’OROLOGIO BIOLOGICO NON COINCIDE CON QUELLO SOCIALEIl nostro organismo segue ritmi circadiani regolati da un orologio biologico centrale che si sincronizza soprattutto attraverso la luce.
Quella del mattino tende ad anticipare l’orologio interno, mentre quella serale tende a ritardarlo. Quando spostiamo le lancette, il sistema biologico non si adegua istantaneamente: per alcuni giorni, sonno, risveglio e impegni quotidiani possono non coincidere perfettamente.
Mas o desalinhamento já pode estar presente no dia a dia. Pessoas com cronotipo noturno, por exemplo, tendem a adormecer e acordar mais tarde e podem ter mais dificuldade quando precisam cumprir horários matinais rígidos, especialmente se não dormirem o suficiente.
C’è poi il cosiddetto social jet lag, la differenza tra gli orari di sonno imposti dagli impegni durante la settimana e quelli che seguiamo spontaneamente nei giorni liberi.
Segundo uma pesquisa realizada pela Doctolib entre 7 e 12 de outubro de 2026 em 3. 000 italianos com mais de 18 anos, cerca de um em cada três (32%) dorme mais nos fins de semana na esperança de recuperar o sono perdido: 22% uma hora a mais e 10% duas ou mais horas.
Dormire molto più a lungo il sabato e la domenica può spostare il ritmo del sonno, rendendo più difficile riprendere la routine il lunedì. Il recupero concentrato nei giorni liberi può dare sollievo, ma non equivale necessariamente a compensare tutto il sonno perduto.
«O nó não é o fim de semana da mudança, mas o desalinhamento crônico entre a hora do relógio e a hora biológica, que faz muitas pessoas acordarem todas as manhãs antes que o corpo esteja pronto», destaca Tullo.
CAFFÈ, SONNELLINI E SMARTPHONE: I FALSI ALLEATI CONTRO LA STANCHEZZA Quando le energie scarseggiano, cerchiamo di compensare con soluzioni immediate: un altro caffè nel pomeriggio, un sonnellino più lungo del previsto, qualche ora di sonno in più il sabato e la domenica.
Ma non tutte queste strategie aiutano davvero. La caffeina può interferire con il riposo anche diverse ore dopo l’assunzione: per un caffè standard, il margine indicativo è di circa 8-9 ore prima di coricarsi.
Un sonnellino breve nel primo pomeriggio può essere ristoratore, mentre uno troppo lungo o tardivo può ridurre la pressione del sonno e rendere più difficile addormentarsi.
Un altro ostacolo è rappresentato, poi, dalle abitudini serali. I dati dell’indagine confermano il ruolo centrale degli schermi: prima di dormire, il 59% degli intervistati guarda serie o programmi televisivi e il 49% usa il telefono per social network, video o chat.
Solo il 19% legge, mentre il 3% lavora o controlla le e-mail di lavoro. Tra chi usa il telefono prima di dormire, il 18% vi trascorre più di un’ora e il 14% continua a utilizzarlo fino ad addormentarsi.
Somente 25% para de se mover em 15 minutos. Passamos o dia em ambientes pouco iluminados e depois nos expomos à luz artificial das telas justamente nas horas em que deveríamos começar a desacelerar.
Notifiche, lavoro fuori orario e contenuti coinvolgenti mantengono attivo il sistema della vigilanza e possono ritardare il passaggio dalla veglia al sonno. L’indagine rileva, inoltre, un’associazione tra l’uso prolungato del telefono e la sensazione di un risveglio poco ristoratore: il 62% di chi continua a utilizzarlo fino ad addormentarsi si sveglia poco o per niente riposato, contro il 45% di chi lo usa per meno di 15 minuti.
Il dato non dimostra un rapporto diretto di causa ed effetto, ma segnala una correlazione meritevole di attenzione. L’abitudine è particolarmente diffusa tra i più giovani: il 76% dei 18-34enni usa il telefono prima di dormire, contro il 31% degli over 65.
Entre os menores de 35 anos que o utilizam, 46% passam mais de uma hora no dispositivo ou continuam segurando-o até adormecer, contra 28% dos maiores de 65 anos.
Il risultato è una sensazione familiare: essere stanchi, ma non riuscire a spegnere la mente. Il corpo chiede riposo, mentre il cervello resta in allerta e il momento di coricarsi diventa quello in cui riaffiorano i pensieri rimasti in sospeso durante la giornata.
Non è soltanto lo smartphone, infatti, ad interferire con il sonno: circa 4 intervistati su 10 (41%) indicano pensieri, preoccupazioni, ansia, stress tra i motivi che li tengono svegli la notte.
Em segundo lugar, de forma bastante distante, está a necessidade de ir ao banheiro, citada por 9%. CANSADOS MESMO APÓS DORMIR: Acordar sem se sentir descansado, levar muito tempo para se animar de manhã, perder o fio durante uma reunião, sentir sonolência diante da tela ou ficar mais irritável são sinais que muitas vezes atribuímos ao estresse e aos ritmos frenéticos.
Se persistono, tuttavia, meritano attenzione. I dati mostrano differenze significative anche tra le fasce d’età. Il 60% dei 18-34enni e il 61% dei 35-44enni si sveglia poco o per niente riposato, contro il 31% degli over 65.
Eppure, il 38% degli under 35 intervistati dichiara di dormire più di 7 ore, rispetto al 26% degli over 65: un dato che suggerisce come la quantità di sonno, da sola, non basti a descrivere la qualità del riposo percepito.
Anche il genere sembra incidere sulla percezione del riposo: pur registrando la stessa quota di persone che dormono meno di 6 ore (29%), le donne si svegliano poco o per niente riposate più spesso degli uomini (47% contro il 36%).
«È importante, però, distinguere un episodio occasionale da un problema continuativo», precisa Tullo. «Nell’insonnia cronica, le difficoltà ad addormentarsi, a mantenere il sonno o i risvegli precoci si accompagnano a conseguenze durante il giorno e si presentano almeno tre notti alla settimana per almeno tre mesi.
Mesmo um ronco marcado acompanhado de pausas respiratórias, despertares com sensação de sufocamento ou uma sonolência diurna importante exigem uma investigação médica: podem ser sinais de um sono fragmentado por um distúrbio que nem sempre é reconhecido.
Eppure, del sonno si parla ancora poco con il medico: soltanto il 24% degli intervistati dichiara di aver affrontato l’argomento con un professionista sanitario.
Mais de um em cada quatro gostaria de fazer isso (16%) ou não saberia a quem recorrer (10%). Mesmo entre quem acorda cansado, apenas 32% já conversou com um médico.
La difficoltà a chiedere aiuto emerge soprattutto tra i più giovani: solo il 15% degli under 35 ha parlato del proprio sonno con un medico, contro il 26% degli over 65.
Tra i 35-44enni, quasi uno su cinque (18%) non saprebbe a chi rivolgersi, rispetto al 6% degli over 65. La privazione di sonno, inoltre, non si manifesta soltanto con la sensazione di essere stanchi.
L’attenzione sostenuta può risentirne, così come i tempi di reazione e la capacità di mantenere la concentrazione. Il rischio è abituarsi a funzionare in condizioni di riposo insufficiente e sottovalutare quanto questo possa incidere sulla giornata, dal lavoro alla guida.
IL VERO RESET PARTE DALLE ABITUDINI QUOTIDIANE Dopo il cambio dell’ora, più che cercare di recuperare tutto in una sola notte, è utile puntare sulla regolarità.
Expor-se à luz natural pela manhã, fazer uma caminhada ao ar livre e manter horários de sono e vigília suficientemente estáveis ajuda a dar referências ao nosso relógio biológico, sem sacrificar as horas necessárias para descansar.
La sera vale la regola opposta: meglio ridurre progressivamente l’illuminazione, attenuare gli schermi e lasciare spazio ad attività meno stimolanti nelle ore che precedono il sonno.
Anche l’attività fisica e un’organizzazione più regolare della giornata possono contribuire al benessere, ma non sostituiscono un riposo adeguato. L’indagine evidenzia anche il ricorso a rimedi per dormire meglio: il 42% degli intervistati afferma di utilizzare almeno uno dei prodotti o delle soluzioni proposti.
18% recorre à melatonina ou a suplementos semelhantes, 17% a chás ou camomila, 13% a medicamentos e 2% ao álcool. As mulheres afirmam usar esses remédios com mais frequência do que os homens (46% contra 33%).
Con l’età aumenta soprattutto il ricorso ai farmaci: ne fa uso il 19% degli over 65, contro il 7% degli under 35. La melatonina, invece, mette d’accordo tutte le generazioni, con il picco di utilizzo tra gli under 35 (20%).
Questi dati richiamano l’importanza di non affidarsi soltanto a soluzioni estemporanee: in caso di difficoltà persistenti, è opportuno confrontarsi con il medico, evitando di ricorrere autonomamente a farmaci o alcol per favorire il sonno.
O retorno ao horário de verão, portanto, pode se tornar um lembrete para revisar seus hábitos, mais do que uma oportunidade de dormir mais uma hora e considerar o problema resolvido.
Perché il benessere non dipende soltanto da come affrontiamo la giornata, ma anche da quanto spazio lasciamo al recupero. «Il messaggio è che il sonno non è tempo tolto alla giornata, ma la fase in cui il cervello riordina ed elabora quello che abbiamo fatto.
Tratar como a entrada comprimível da agenda é a razão pela qual a conta se apresenta em outro lugar, na atenção e no humor", conclui o neurologista da Doctolib.
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